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Last days of Summer (2009)
Il finale d’anno è sempre momento per inventari, quasi ogni anno mi ci dedico. Se lo scorso non l’ho fatto significa solo che è stato una MERDA!
2009 e quanto ho vissuto? 10 anni in uno? magari si. Riascolto gli Interpol ora e mi rivedo a fine del 2008 con Ciccio e Luca, seduti alla stessa scrivania, pronti a cambiare da li a poco definitivamente le nostre vite. Luca l’ha cambiata prima di partire per Sydney, io dopo che ci son tornato la seconda volta e Ciccio forse dal mio compleanno.
Figli di un dio minore / Che la terra ti sia lieve

Quello che ci succede attorno di sicuro lascia il segno. Ogni volta lascia un segno e delle domande che fino ad oggi non ho ancora trovato un senso. E’ normale che ci si senta poi tutti coinvolti, quando da anni ti devi aggregare per non venir sovrastato (fisicamente e mediaticamente) da chi ha il potere e la voce più forte. Non parlo questa volta con toni di accusa come successe in passato per altre brutte storie made in italy… Questa volta ci troviamo a piangere un ragazzino che aveva la stessa malattia nostra, quella di seguire a tutti i costi una squadra di pallone. Il costo a questo punto però è stato troppo alto.
Puzza di fritto
La città puzza di fritto del mcdonalds. un odore agrodolce che si mischia alla nebbia dei primi giorni di novembre. La puzza del mcDonals è la stessa di Parigi e chissà di quali altre città che ancora non ho visto. la mia mente è assorta da quella nebbia e da quella puzza, e la sua oscurità risalta pochissimi dettagli di un mondo che da sempre reputo morto.
Mi trovo a rincorrere un cane nero con una pallina rossa in bocca che vuole soltanto giocare con me. Corre e si avvicina, poi ad un mio passo scappa lontano, per poi ritornare. La pallina rossa non gli scappa dalla bocca e vorrebbe fossi io a prendergliela. Non ci riesco e lui si prende gioco di me, sfugge e ritorna, fino a quando non mi chiudo la porta alle spalle e lui sta li a guardarmi amareggiato scappar via.
La visione delle cose nel breve periodo è assai confusa e si mischia con il puzzo di smorto, nel lungo invece diventa assai più divertente, i rimorsi svaniscono come ghiaccio secco mentre i rimpianti rimangono presenti, insolubili, perfino al tempo. Nel lungo periodo capisco la vera dinamica delle cose, che mi congela all’istante e mi fa arrossire, la mia ingenuità smette di nascondere l’evidenza, così finisco per capire che non solo a pensar bene si sbaglia, ma che la verità era ben più limpida di come potevo inventarmela. Una creatività di base capace solo a distribuire scusanti a tutto e a tutti.
Leggo che il mal di denti spesso è la conseguenza di una aggressività che troppo spesso viene reclusa, e che a prendere antibiotici per sempre non si guarisce mai.
Il più violento dei nazi, quello della “fibia facile” e dalle tante denunce che se ne va in india, a completare un opera di bonifica col mondo mi sembra un buon spunto per cominciare domani la mia settimana. Ora è già un uomo mite. Vedremo la sua dentatura tra qualche anno in curva, vedremmo i tatuaggi spaventosi e come si sarà trasformato.
M.

il pesce è calmo prima della padella




