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Oggi 8 Dicembre
CENTESIMO POST! 100… 100… 100… .
Oggi sei dicembre
io sono come un foglio bianco
o forse no, oggi è l’otto dicembre e non c’è l’obej obej, non c’è l’obbligo d’andarci con la ragazza che deve troppo prendere i regalini di natale, che altrimenti non ha poi più tempo per prenderli, e cazzo poi andare al sabato nei negozi è caro da morire, e i mercatini è un casino, o forse kasino, andarci. Dopo si può prendere il brulè mentre tutti gli altri maschi sono già in fila per prendere il brulè, per spegnere le proprie tediose compagne in panico da scelta, se sia meglio una candela di cera vecchia a forma di un pino o la cornicetta con le renne sorridenti entrambe a 4,50€.
Straight
In attesa che i risultati della mia libreria di iTunes spifferiro i miei gusti musicali sempre più disperati e senza troppe linee guida, alla cara vecchia Apple, mi rimetto a scrivere, forse come terapia, o forse soltanto per esibizionismo informatico. A Cupertino potrei trovare finalmente qualcuno che mi conosce e mi capisce.
Mi frulla nella mente una cozzaglia di pensieri del tutto slegati tra di loro, o forse è solo perchè mi valuto da troppo vicino, mentre sarebbe molto più saggio un controllo a distanza, si vedrebbero meno i dettagli e si capirebbe ben di più del prodotto intero. Natale si avvicina, e io neppure quest’anno mi sento pronto. Non lo sono mai stato evidentemente, e la cosa che mi mette più difficoltà è l’avvicinarsi alla festività e non sentire quello che vorrei. Onestamente se devo dirla tutta, non sarà il natale che mi aspettavo o che mi auguravo di trascorrere, mancherà in me qualcosa, forse un sogno. Non sarà poì un dramma, come ne ho già visti trascorrere in passato. Infondo ringrazio ancora il buon Dio di non avermi fatto sprofondare nella pigrizia e di avermi lasciato prendere una bella decisione sul mio futuro, come forse temevo di non riuscire a fare ancora. semplici paure. Sangue dal naso del mio cervello, che sblocca quello che e’ fermo e coagulato. Sangue che scorre e circolazione che si riattivà. E allora pensare al Rugby, e ripetermi che ho coraggio serve per non cadere, per deglutire quella paura che l’ansia della gente e delle situazioni ti si attacca addosso. E tanto vale esser cocciuti, se poi le ansie non ti scivolano mai via…




