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Passenger II, Lettera #6 – 500 days of summer

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– ASCOLTA LA TRACCIA RADIOFONICA
(ndr: per motivi radiofonici, la letterina viene ridotta… pubblico la versione originale)
Ricomincio ad ascoltare la radio in Streaming in ufficio, nonostante le fiacche lamentele del mio capo, che da buon australiano conosce quelle due o tre parole soltanto in italiano.
E son tutte parole che non si dovrebbero dire, ne in radio e ne in presenza di bambini. (continua…)
Gonna rise up, Find my direction magnetically (Rise / Eddie Vedder)
Letterina alla radio N°3

Mi trovo da solo a camminare per questa metropoli che da un po’ e’ diventato il mio nuovo mondo. Non so ancora cosa sara’ di questo viaggio dall’altra parte del mio vecchio mondo, ma son curioso di capirlo alla svelta.
Dopo due mesi quasi dal mio arrivo inizio a capire il posto e forse ad adattarmi.
Eravamo partiti in due, da milano e ora ci siamo separati, per forse ritrovarci un giorno in qualche altra parte del mondo, per raccontarci meglio che cosa abbiamo vissuto frattempo. Ho lasciato Paola in ottime mani, e mi son trasferito in un altro sobborgo di sydney, forse per non abituarmi troppo alla comodita’ di un appartamento in uno dei punti piu’ belli della citta’.
Ho vissuto davvero bene tra quelle mura di quel ragazzo, che nonostante avesse sentito solo parlare di noi, tramite una sua amica a milano, ci aveva accolti, ospitati e accuditi come fossero dei fratelli minori un po’ allo sbaraglio. Una volta Michael mi aveva detto che queste cose vengono naturali quando le fai per degli amici, facendomi capire come il confine dell’amicizia non sia mai abbastanza, e nonostante non ci conoscessimo direttamente prima, eravamo gia’ degli amici.
La settimana scorsa mi son concesso un regalo, alimentando la mia dipendenza da concerti rock, e premiandomi in una solitaria giornata dedicata al annuale V Festival nel parco che sta nel cuore della citta’.
E’ un momento per starsene un po’ da soli, in mezzo ad una folla di oltre 200 mila spettatori. Si scambiano la mia attenzione ELBLOW, SNOW PATROL, KAISER CHIEFS e i KILLERS che chiudono il festival dal palco principale, ma soprattutto per me i THE MADNESS. Mi muovo tra un palco e l’altro cercando un modo per non impazzire al sole, e cercando disperatamente d’acquistare il dono dell’ubiquità, che mi farebbe tanto comodo in questi oltre 360 ettari di parco, con ben 4 palchi e vari stand promozionali, con bar, dj e molta molta somministrazione d’alcolici, che in australia non manca mai.
L’australia sarebbe molto piaciuta anche ai miei nonni alpini, e credo, anche a molti dei miei amici.
Ma e’ all’uscita dal concerto che svolto la mia giornata, incontrando dei ragazzi al semaforo che mi invitano al pub per premiare la risposta allo loro domanda su quale gruppo fosse stato il migliore della giornata. Non gli importa che io riesca si a comunicare in modo stentato, mi sento accolto in questo gruppo di sconosciuti con cui parlare di Smiths, Clash, Stranglers e Specials, e a loro va benissimo cosi’.
Mi trovo invece alla ricerca di occupazione in un periodo che non e’ dei piu’ rosei, soprattutto per uno che l’inglese non la parla come lingua madre, in un paese che giustamente e’ considerato la nuova babilonia dalla maggior parte dei ragazzi della mia eta’. Lavoro al mio sito web, che ho appena pubblicato (matteograser.com) che e’ il mio specchietto per le allodole per iniziare a lavorare da art director qua. Non sara’ facile ma penso d’aver anche di potermela giocare, con un pizzico di determinazione e un po di fortuna. Se non sara’ partito di nuovo visto che e’ difficile non pensare alle possibili strade che passano da Sydney, una per il nord, direzione Brisbane, per la raccolta di frutta, dove molta meno citta’ ha lasciato ancora il paese poco incontaminato.
Colpa di quel film tanto bello, di Eddie Vedder e la sua colonna sonora, di quella voglia di sognare che una volta assaporata ti spinge sempre verso qualcosa in piu. Un viaggio nel viaggio, alleggerito di bagagli per vedere e conoscere ancor meglio, questo mio nuovo mondo.
nel frattempo vi saluto e vi abbraccio tutti.

The Killers on fire

the Madness
PS1: Faccio i miei complimenti a tutta l’organizzazione del VFestival, e batto fragorosamente le mani per la loro idea di chiamare i 3 dei 4 palchi THIS STAGE, THAT STAGE, e OTHER STAGE. Giuro che se ricomincio a far festival in Italia, lo uso pure io.
PS2: Avrei fatto cambio di posto per essere per una sera di nuovo al Magnolia per vedere ancora i Zen Circus!
Passengers: SC#2

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Sydney Calling #2 – Why don’t you get a jobOggi succede che ti guardi indietro e ti ricordi che un mese fa abbiam lasciato la nostra terra natia e ci siamo trasportati in un mondo che è realmente differente dal nostro, succede che ti guardi indietro e sembra esser passato un’eternità.
Sarà che riempiamo i giorni come facevamo con gli zaini prima di partire e più cose ci stanno e più si è al sicuro. wow. scusateci per l’attesa, non temete pero’…Ci stiamo abituando a vivere in una città che non tollera lo stress, ci stiamo abituando al concetto comune di “se per te va bene, per me è ok” che sentiamo ripetere quasi sempre.
E’ bello star qua e provare a mischiarsi tra la gente che viene da ovunque, e da subito abbiamo iniziato inserire questi mille ingredienti nel nostro viaggio, e ogni persona ha una storia, e ogni storia sembra il pezzo di un libro che mi piacerebbe scrivere.
C’erano arcobaleni ovunque la settimana scorsa, nonostante il sole splendente su tutta la città. Un sabato pomeriggio da 30 gradi, e una parata per le strade che ha attraversato tutta la città.
Un fiume di persone s’è riversato nella city, telecamere, bandiere e qualsiasi cosa potesse servire ad abbellire questo mondo, in una delle parate contro la discriminazione dei gusti sessuali, più importante al mondo.
Una parata che è sfilata per la città con tutte le autorità comprese, polizia locale (con relativo corpo bandistico), i pompieri eroi del recente bushfire, la loro rispettiva crocerossa e tanta altra gente colorata e chiassosa. Una festa per tutti, noi compresi.Passano le giornate e ogni giorno porta con se qualche novità. Salutiamo Igor da Vimodrone che da Sydney è partito per Auckland e accogliamo Luca da Bergamo, il mio collega di lavoro, e il viaggio si modifica ogni giorno.
In realtà era questo che ci si aspettava dal viaggio, ovunque questo fosse destinato e comunque si fosse compiuto. Crediamo che vi porteremo altre novità nel prossimo aggiornamento.
Radio LifeGate, Passengers, Ariel ed Eleonore, no worries, non preoccupatevi dei vostri passeggeri a 16 mila e qualcosa km da voi
Matteo (e paola)
PS: Ho provato a spiegare alla mamma che il carnevale e il mardi gras (martedì grasso) non son la stessa cosa tra italia e australia. Ho iniziato a spiegarle che pure qua ci sono le maschere e i travestimenti, ma poi ho fatto cadere il discorso… (:
Passenger #63 – Radio Lifegate
Eppisodio strano della mia vita, ma anche un mezzo sogno realizzato.
Vedere una Radio e magari parlarci era una cosa che sempre avrei voluto fare. Ora ho anche la possibilità di tornarci (5/2/09).
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Aspetto con trepidazione la rivoluzione!

il sindaco(?) di Milano
Allergia o fascismo, onestamente non l’ho ancora capito. A poche settimane dal grande volo (ah, volevo scrivere un post su berlino, sulla puntata di lifegate, su sydney, ma ci arriverò) non riesco a non pensare a quella che onestamente sento come casa mia. Se fossi di umore buono stasera potrei citare con ancora un sorriso un “E’ casa!” che mi fa ricordare una foto della Torre Velasca. Si evidentemente lo era anche per me.
Non riesco a pensare al GF, alla sesta siliconiana. Non avrei pensato di dirlo, ma in confronto erano migliori i tempi in cui era la religione l’oppio dei popoli. Ho sempre detto che più vivi e più soffri, in egual misura e oggi forse ci son rimasto male.
Tutto nasce da un giro di mail tra amici, il tema è lo sgombero del COX 18, alla Conchetta, zona navigio / Brioschi (RIP) / Meda. La discussione basa sul fatto che forse è giusto far come, prendere e partire, che sicuramente le acque qua non solo sono stagne, ma puzzano pure di merda e di correnti che le smuovono neppure l’ombra.
Il Cox era un centro sociale. Il centro sociale a Milano, così come in grandi città italiane non è il posto di ritrovo dei dissidenti o della contro cultura (si certo che lo è…) ma il luogo simbolo delle mancanze delle amministrazioni comunali. Un centro che raccoglie giovani, li tiene uniti, li fa crescere (anche ideologicamente , ma difficilmente l’essere umano porta avanti a lungo una ideologia che proprio non sente sua), magari tiene lontano gli aghi dalle braccia dei meno forti, si occupa degli immigrati, dei lavoratori precari, di chi subisce lo sfratto o di chi a fine mese non ci arriva.
Tutto questo dovrebbe farlo il comune, con il sindaco capobanda, che ascolta (sempre per via ipoteticha) sia chi “c’ha il grano” ma anche chi non lo vede mai il denaro, e lavora, e mantiene una famiglia, e che a forza di stringere i denti ormai non ce li ha più.
Sempre per via ipotetica eh, in una società immaginaria.
Quindi con oggi chiude un altro centro sociale, e starete a vedere come il comune si occuperà di quel buco che ha creato. Il locali alla moda, gli altarini dedicati al DIO DESIGN, alle latrine lunge con arredamenti minimal bla bla bla, asettici in ogni momento, VUOTi. Loro sono liberi invece di proliferare, il loro basso profilo non crea disturbo alla quiete pubblica, ne tantomento ricorda a chi governa che le realtà ai margini ci sono, nonostante tengano gli occhi sempre chiusi.
Poi cocaina come status symbol, ignoranza straripante, violenze tra le mura domestiche che colpiscono una milanese su cinque*, poi aggressioni razziste e omofobe… non ci manca nulla, e per chi si schiera con i più deboli, chi alza la voce prende manganellate, denunce, punti di sutura e lividi. bella società.
Lo stereotipo della città piegata a novanta e naso impiantato nelle strisce di coca, mi preoccupa nonostante la mia partenza e il mio cambio di mondo.
Vorrei sentir parlare i fatti di questa politica vicina alla gente, non sentir più parlare di leghismo, dei loro magna magna salva-nonsalva-alitalia-malpensa-tagliodelletasse-sicurezza che poi nient’altro sono che una VAGONATA DI CAZZATE!
A quando una *REALE* democrazia? A quando una politica non basata su uno (o l’altro) schieramento politico?
nel frattempo do una riletta alla “fattoria degli animali”…
*= Secondo una ricerca effetuata dal fatebenefratelli




