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Condivido – Dentro gli hipster
Trovo questo post su un blog mai visto prima - Dentro gli hipster – e lo rimetto subito in circolo. La rete ha un sacco di vantaggi, ma il peggior difetto è che passato il momento fa cadere nel dimenticatoio quel che di buono c’è stato, almeno fino alla prossima chiaccherata forzata dove dovrai stupire il tuo interlocutore.
Se arrivo a questo blog forse è per una illuminazione divina. M’ingrasso leggendo i commenti al post come…
“Mi è quasi venuta voglia di sfondarmi di eroina.”
“Questo è il motivo per cui non rimpiango l’essere vecchio e il fare cose da vecchio.”
“Io una volta andavo a ballare per trombare non per fare quelle cose li.”
“Certo che sono proprio sfortunato a vivere nella provincialissima Trieste… Devo proprio perdermi un sacco di LOL”
“Uno dice: – Ma cosa ci fanno gli hipster ancora a Milano? Non dovrebbero essere migrati in massa nella loro amata Berlino?.
L’altro risponde – Berlino sta a Milano come Bondi alla Cultura. “

(sono pure io un hipster e vado al magnolia…)
Aspetto con trepidazione la rivoluzione!
Allergia o fascismo, onestamente non l’ho ancora capito. A poche settimane dal grande volo (ah, volevo scrivere un post su berlino, sulla puntata di lifegate, su sydney, ma ci arriverò) non riesco a non pensare a quella che onestamente sento come casa mia. Se fossi di umore buono stasera potrei citare con ancora un sorriso un “E’ casa!” che mi fa ricordare una foto della Torre Velasca. Si evidentemente lo era anche per me.
Non riesco a pensare al GF, alla sesta siliconiana. Non avrei pensato di dirlo, ma in confronto erano migliori i tempi in cui era la religione l’oppio dei popoli. Ho sempre detto che più vivi e più soffri, in egual misura e oggi forse ci son rimasto male.
Tutto nasce da un giro di mail tra amici, il tema è lo sgombero del COX 18, alla Conchetta, zona navigio / Brioschi (RIP) / Meda. La discussione basa sul fatto che forse è giusto far come, prendere e partire, che sicuramente le acque qua non solo sono stagne, ma puzzano pure di merda e di correnti che le smuovono neppure l’ombra.
Il Cox era un centro sociale. Il centro sociale a Milano, così come in grandi città italiane non è il posto di ritrovo dei dissidenti o della contro cultura (si certo che lo è…) ma il luogo simbolo delle mancanze delle amministrazioni comunali. Un centro che raccoglie giovani, li tiene uniti, li fa crescere (anche ideologicamente , ma difficilmente l’essere umano porta avanti a lungo una ideologia che proprio non sente sua), magari tiene lontano gli aghi dalle braccia dei meno forti, si occupa degli immigrati, dei lavoratori precari, di chi subisce lo sfratto o di chi a fine mese non ci arriva.
Tutto questo dovrebbe farlo il comune, con il sindaco capobanda, che ascolta (sempre per via ipoteticha) sia chi “c’ha il grano” ma anche chi non lo vede mai il denaro, e lavora, e mantiene una famiglia, e che a forza di stringere i denti ormai non ce li ha più.
Sempre per via ipotetica eh, in una società immaginaria.
Quindi con oggi chiude un altro centro sociale, e starete a vedere come il comune si occuperà di quel buco che ha creato. Il locali alla moda, gli altarini dedicati al DIO DESIGN, alle latrine lunge con arredamenti minimal bla bla bla, asettici in ogni momento, VUOTi. Loro sono liberi invece di proliferare, il loro basso profilo non crea disturbo alla quiete pubblica, ne tantomento ricorda a chi governa che le realtà ai margini ci sono, nonostante tengano gli occhi sempre chiusi.
Poi cocaina come status symbol, ignoranza straripante, violenze tra le mura domestiche che colpiscono una milanese su cinque*, poi aggressioni razziste e omofobe… non ci manca nulla, e per chi si schiera con i più deboli, chi alza la voce prende manganellate, denunce, punti di sutura e lividi. bella società.
Lo stereotipo della città piegata a novanta e naso impiantato nelle strisce di coca, mi preoccupa nonostante la mia partenza e il mio cambio di mondo.
Vorrei sentir parlare i fatti di questa politica vicina alla gente, non sentir più parlare di leghismo, dei loro magna magna salva-nonsalva-alitalia-malpensa-tagliodelletasse-sicurezza che poi nient’altro sono che una VAGONATA DI CAZZATE!
A quando una *REALE* democrazia? A quando una politica non basata su uno (o l’altro) schieramento politico?
nel frattempo do una riletta alla “fattoria degli animali”…
*= Secondo una ricerca effetuata dal fatebenefratelli




