Passenger II, Lettera #6 – 500 days of summer


Bondi Inkers Redhead

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-  ASCOLTA LA TRACCIA RADIOFONICA

(ndr: per motivi radiofonici, la letterina viene ridotta… pubblico la versione originale)

Ricomincio ad ascoltare la radio in Streaming in ufficio, nonostante le fiacche lamentele del mio capo, che da buon australiano conosce quelle due o tre parole soltanto in italiano.

E son tutte parole che non si dovrebbero dire, ne in radio e ne in presenza di bambini.

Sono contento sia tornato Passengers, e questo mi da lo spunto per rimettermi a buttar giù due righe… Ormai natale si avvicina e inizio a realizzare che son dieci mesi che io vivo in questo sud est del mondo.

Io sono ancora nella città, la più bella, mentre programmo il mio viaggio proprio per il tragitto consigliatomi dalla Ele a Febbraio e per ora mi degusto la mia meritata estate, che personalmente arriva dopo 16 mesi di un ibrido non troppo caldo e non troppo freddo… L’estate arriva prepotente, e per i delicati cittadini di Sydney, questo significa grigliate e BBQ sulla spiaggia, onde alte e fisici che si fan notare in spiaggia. Per il resto d’Australia invece sono mesi di crudeli incendi nell’entroterra, alluvioni e coccodrilli che invadono le strade a nord e maledette mosche che ti rendono la vita un incubo. E’ difficile realizzare che animali comuni anche dalle nostre parti possano veramente portarti sull’orlo di una crisi di nervi. Selvaggia e tremenda l’Australia.

Bondi beach è un catino di tutti quei desideri che ti possono venire in ufficio, in corso italia magari, in un novembre qualsiasi della tua vita. Onde e surfisti, ammalianti sirene che stanno distese nel lungomare, e guardiacostieri che hanno il loro “bel da fare” per tener sotto controllo tutta questa gente che si precipita tra i cavalloni di queste immense onde.

In questi mesi dove ci siamo sentiti poco, ma tempo d’annoiarmi ne ho avuto poco. Per mantenere la mia parola data a febbraio, in gran segreto mi son presentato in Italia a Settembre, compiendo 8 viaggi in soli 25 giorni, tutto su compagnie low cost che mi han portato dall’Australia, alla Malesia, a Londra e a casa. Evidentemente ho abbandonato in qualche angolo di aeroporto la mia fobia di volare. Aeroporti sperduti tra la vera giungla malaysiana, le immense torri gemelle di Kuala Lumpur, in qualche parte di costa australiana, di fianco ad una tangenziale e a tanti tanti tanti campi arsi dal sole.

E mi è apparso alquanto surreale vedere dei cartelli pubblicitari in via Dante, che mostravano l’esoticità di alcune mete turistiche. La foto dell’Opera House di Sydney e le guglie del Duomo in lontananza mi facevano pensare “Casa”

Così poi son tornato, riprendendomi la mia occupazione di grafico-prontoatutto, per attendere l’arrivo dell’estate, e ciò che mi aspettava. Ora la città è in subbuglio, ogni fine settimana si trovano enormi festival con chilometriche partecipazioni, fiumi di giovani confusi che vorrebbero essere in mille posti nello stesso istante. E’ stata così una bella soddisfazione vedere una coppia di dj Bassanesi, più noti all’estero che in patria, far saltare il pubblico come dieci mila palline rimbalzine. O veder Eddie Vedder saltare, cantare e rinfrescarsi con una bottiglia di vino rosso, mentre tutto il suo pubblico era immobile paralizzato dai 42°c e un 97% di umidità. Rock n Roll.

Così prosegue la mia avventura in Australia, nonostante tutte le mille difficoltà, la ferita al tendine ad aprile, le iniziali non facili situazioni lavorative in un punto ambito da tutti i giovani del mondo.

Essere ancora qua mi appaga forse piu’ del posto stesso, e il clima rovente è il mio meritato premio.

Cosa accadrà per Natale, le celbrazioni dell’anno nuovo e L’australian day a metà gennaio velo racconto la prossima volta.

Vi saluto in costume!

Matteo


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